Venezia New York solo andata, ovvero pensieri parole e omissioni di un trapiantato italiano

Rock on.

Maggio 3, 2009 · Lascia un Commento

Tanto per precisare vorrei dire a tutti quelli che magari si fossero impauriti e preoccupati che non mi sto’ ne’ drogando ne’ sono emigrato altrove. Soltanto che ultimamente come si suol dire c’e’ sempre qualcosa da fare sia nel bene che nel male  e che a volte la vita scorre cosi’ veloce che guardi l’orologio e ti accorgi che e’ passato quasi un mese dall’ultimo post. Questa volta non prometto piu’….

Ultimamente ho riscoperto il piacere della musica live che da un po’ di mesetti non avevo piu’ “frequentato” non tanto per mancanza di concerti ma forse per una carenza perlomeno da parte mia di interesse verso certa musica. Il fatto e’ che amando dalla classica alla Heavy metal diventa un po’ difficile selezionare visto che di musica ce ne’ anche troppa.  Ma forse il tutto arriva anche con la consapevolezza e la speranza di sentire cose nuove e diverse dai soliti suoni top 40 che si sentono alla radio tutti i giorni.

Inoltre mi accorgo che, nonostante la mia cocciutaggine di voler sempre essere in prima fila davanti al palco, mi trovo sempre quel coglione che dopo aver avuto 5 birre deve per forza  far casino e sembra sempre che la musica venga messa in secondo piano. E si che stava suonando Mogwai !

L’altra settimana maratona tre concerti uno dopo l’altro. Abbastanza tranquilllo, low key. E poi eravamo a Brooklyn che fa sempre bene visto che da Manhattan di solito si esce poco. Ho riscoperto il sapore dei sobborghi, e per qualche ora mi e’ sembrato di essere in tutt’ altro posto.

Concludendo vorrei dire che di musica buona ce ne’ in giro, si tratta solo di “scavare e rovistare” e di non lasciarsi “condizionare ” da quello che senti per radio ….

Buona caccia!!

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Evoluzione.

Aprile 7, 2009 · Lascia un Commento

Alle volte mi soffermo su certe parole o modi dire americani e ne cerco sempre di trovare una traduzione che sia congrua e fattibile alla nostra lingua italiana. Viceversa quando mi intraprendo in un discorso italiano cerco sempre di fare l’opposto. La nostra lingua italiana e’ talmente sempre in evoluzione e colorita che alla volte mi e’ quasi impossibile tirare delle conclusioni esatte e cercare di tradurre letteralmente certe situazioni. Parlare due lingue contemporaneamente in casa e cambiare dall’una all’altra non mi riesce sempre cosa facile. Ci sono dei momenti pero’ dove magari il nostro istinto maschio italiano ne prevale e fa saltar fuori la parte piu’ colorita del nostro vocabolario: la parolaccia.

Ora come vado io a spiegare letteralmente certe parole e certe parolacce/maledizioni che in momenti come questi possono uscire dalla nostra bocca. In inglese il “fuck” per esempio puo’ avere mille significati se usato in maniera diversa. E noi? 

Noi non ci accontentiamo di una singola parola ma dobbiamo come sempre abbellire il tutto specialmente se cominciamo ad usare uno dei nostri dialetti, nel mio caso quello Veneto. Vai tu un po’ a spiegare a mia moglie il significato non so per esempio  di” mandare qualcuno a cagare” o  ”in culo da sua madre” tanto per restare sul leggero. 

La cosa mi ha talmente incuriosito che penso di dedicare i prossimi giorni nel  trovare la derivazione di certi usi e costumi italiani e forse sarebbe anche il caso che gli americani meditassero un po’ e si dessero da fare nell’ abellire la propria lingua.

ps: visto e considerato di come questo linguaggio abbia ormai spopolato e sia usato ormai giornalmente in Italia da tanta gente, non sarebbe forse il caso di fare un pensierino nel riaggiornare lo Zingarelli?

Soltanto un idea…..

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

La mia prof. aveva proprio ragione.

Marzo 31, 2009 · Lascia un Commento

Se c’e’ una cosa che mi fa girar le balle ma piu’ che altro mi infastidisce sono quelle persone che mispronunciano le parole straniere. E non mi sto riferendo a quel poverino che per tirar a campare  per forza di cose deve annaspare tra le varie lingue durante il suo lavoro, vedi che ne so’ il fruttivendolo. Oppure di quel malcapitato che si e’ trovato come seconda lingua a scuola il russo e non ne va proprio fuori.  Mi sto riferendo a tutti quei personaggi che in qualche maniera tutti i giorni rappresentano il nostro Paese. Parliamo di politici, personaggi televisivi e di cinema, giornalisti, insomma gente che secondo me dovrebbe essere assunta con la piena conoscenza almeno dell’inglese. Sentire la stessa parola pronunciata in tre modi differenti nel corso di tre diversi telegiornali non lo so ma personalmente mi suona tanto da poco professionalismo. Perlomeno anche se la pronuncia e’ sbagliata mettetevi d’accordo almeno su di una.

Stessa cosa succede qui negli Stati Uniti ma magari loro hanno la scusa che l’italiano ed altre lingue non sono molto diffuse come la madre lingua inglese anche se persino mio figlio lo sa che Versace non si pronuncia Versaci.

Pero’ magari se entri in un ristorante italiano qui a New York presupponi che almeno il menu sia autentico. Ed invece il  tutto viene molte volte storpiato e nel maggior dei casi pronunciato alla vecchia maniera italo-americana un po’ come l’american boy di Alberto Sordi. 

Ehh, la mia professoressa di inglese delle superiori aveva proprio ragione quando si andava male a scuola nel dire: “Ma trovati la morosa inglese !”

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Daddy’s day.

Marzo 17, 2009 · Lascia un Commento

Questo weekend e’ stato daddy’s day. Io e mio figlio siamo diventati un entita’ unica e abbiamo passato due giorni a giocare e far cazzate. Al mattino visita al museo di storia naturale; dovevamo controllare sei i dinosauri presenti sul suo libro sono veramente vissuti. Abbiamo quasi fatto l’amplain: ne mancavano forse uno o due e gli ho detto che magari li possiamo richiede per posta alla Panini. Poi il pomeriggio la solita guerra con robot e mostri ( ma cazzo non capisco perche’ debba essere sempre io quello che perde) e ciliegina sulla torta la fatidica battaglia con Gormiti .Come sempre alla fine, nonostante ne possiediamo cosi’ tanti da trovarceli  persino dentro le scarpe alla mattina, mi sento dire: ma perche’ non mi prendi il Mitico Thor?. Ogni tanto mi venivano dei flashback di quando ero bambino io  e di come avrei fatto i salti mortali se avessi avuto soltanto una parte dei giocattoli che lui possiede.

Tornando alla Panini voreri chiedervi una domanda: ” Ma come mai nonostante avessimo centinaia e centinaia di figurine doppie i nostri genitori insistevano a mandarci in edicola a comprare le bustine di figurine? Ma non avevano mai letto nell’ultima pagina dell’album che si potevano richiedere per posta le figurine mancanti? Ma forse e’ meglio cosi’. Le partite a tacco per strada non sarebbero mai esistite. Mi domando se tale gioco fosse solo praticato da noi. Boh ! Chi lo sa’ batta un colpo! 

La serata si e’ conclusa a colpi televisivi  di Jeeg Robot e  Goldrake in sostituzione di Transformers e Ben 10. Si, sto avendo un po’ di nostalgia, gli anni passano ma alla fin fine i cartoni son quelli. Magli rotanti e piogge di fuoco. Per fortuna che alle 8  James stremato  si e’ addormentato. Mi giro e guardo fuori della finestra: c’e’ l’Empire State Building. Per un attimo pensavo di essere a Venezia…..

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Si, viaggiare.

Febbraio 25, 2009 · Lascia un Commento

Ok, ok .Ho fatto l’assenteista. Scusate ma un po’ di ferie le volevo fare anch’io. Minchia ne avevo proprio bisogno. Una bella boccata d’ aria veneziana ed eccoci qua di ritorno a casa. La peggior parte del viaggiare a mio avviso e’ sempre quella che si trascorre in aereoporto aspettando l’imbarco in aereo.

Arrivare al JFK di New York e’ come  trovarsi in un alveare pieno d’api che arrivano da qualsiasi parte del mondo e che di corsa ti passano sotto il naso da tutte le parti. Gente che va, gente che torna, gente in ritardo, gente che dorme. E se sei in anticipo o se oppure l’aereo parte con qualche ora di ritardo allora riesci anche a passare qualche ora al duty free spruzzandoti addosso una ventina di profumi oppure dal giornalaio a sfogliare l’ultimo numero di Playboy. 

Forse il posto che mi fa piu’ miseria in assoluto all’aereoporto sono i bagni .Vi giuro, ho visto scene di gente che si lavavano i capelli nel lavandino; persone che si depilavano, si lavavano le ascelle; insomma un vero e proprio beauty saloon fai da te. Quindi dopo aver fatto i propri bisognini ed aver pigiato 10 distributori di sapone alla ricerca di una goccia per lavarmi le mani mi avvio verso l’uscita e cosa trovo?  EUREKA!

Un bel distributore di spazzolini da masticare, una specie di chewing gum racchiuso in una pallina di plastica. Ero cosi’ tentato dalla curiosita’ di acquistarlo per provarlo  che poi mi son detto: “Ma che cazzo stai a fare?”. Quindi vinta la tentazione mi giro e sull’altra parete bello in mostra un grande distributore automatico di preservativi. Come per dire: “Prendine uno adesso che poi al resto ci pensiamo noi in aereo”. Ma mi volete spiegare voi l’urgenza di tutto cio’? Non e’ che mi stessi imbarcando sulla Porn Airline. Non e’ che ci sia un fuori programma di cui io non sia al corrente? 

Se c’e’ una cosa di cui ho invidia  una volta saliti in aereo son tutti quelli che sin dal prima fase di partenza riescono ad addormentarsi per quasi tutto il viaggio. A parte il fatto che io ho sempre la sfiga di scegliere i posti dove regolarmente  ho sempre quello stronzo che sente la neccessita’ di abbassare il sedile a modo di lettino da spiaggia e si mette tutto bello comodo con braccia dietro la nuca pensando di essere l’unico su tutto l’aereo.

Un ultima nota per quelli che viaggiano con bambini. Niente di negativo ma non ho mai capito perche’ nessuna compagnia aerea abbia mai pensato di creare una linea fatta di soli passeggeri che viaggiano con prole. Le hostess le sostituiamo con delle babysitters/hostess che si curano dei bambini, magari tutti nella parte posteriore dell’aereo. E noi genitori? Di fronte al bar a socializzare e farci qualche bel drink. 

La ciliegina sulla torta tanto per finire e’ arrivata a Venezia quando ho scoperto che una delle tre valigie non era arrivata a destinazione ma era stata dirottata a Nizza. Prima un po’ di indifferenza:” Ma si dai che si stan sbagliando”, poi la constatazione: “E adesso?”

Meno male ,e qui devo dare merito alla Delta ,che il bagaglio ci e’ arrivato il giorno dopo anche se ho passato una notte insonne  pensando che forse ,da qualche parte del mondo, qualcuno si fosse impossessato della mia valigia e stesse indossando le mie calze e mutande.

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

7 chili in 0 giorni

Febbraio 3, 2009 · Lascia un Commento

Ho ricominciato a fare la dieta. Cioe’ praticamente sto’ tentando di rifare la dieta. Un impresa che come sempre sembra facile sulla carta ma quando  poi la metti in pratica son cazzi. Si chiama South Beach ed e’ nata in Florida e onestamente non riesco ancora a capire come possa essere successo visto che li’ son tutti “muscolati e un metro e novanta”. BOHH!

Premessa della dieta : togliti gli zuccheri e i carboidrati. Traduzione: “Datemi una sciabola che faccio karakiri”. Adesso ditemelo voi come possa un italiano a togliersi una pasta oppure a farsi una bella colazione senza cornetto e biscotti. Vorrei sapere chi e’ quell’ingrato che ha studiato sta dieta e chi l’ha consentita a metterla sul mercato. Non vi dico che incubo sia farsi da mangiare: anche perche’ poi alla fin fine scopri che nel 90% delle cose che ingoi tutti i giorni c’e’ sempre almeno una presenza di zucchero. Ma lo sapevate voi che un barattolo di Coca o aranciata contiene una media di 10 cucchiaini di zucchero?? 

Far la spesa poi non vi dico che allegria: controllare tutti gli ingredienti, no questo non e’ scremato, no questo cia’ il polifosfato, no questo cia’ il grasso. Alla fin fine il tutto si traduce in una sola cosa: Pollo e verdure tutti i giorni!!!

Oramai il pollo l’ho mangiato in tutte le salse, l’unica cosa che non ho ancora provato e’ inzupparmelo nel latte. Per il resto ci son stato. Ad aggravare la situazione e ad infliggere il coltello nella ferita c’e’ mia moglie  che come sempre non manca mai di presentarsi a pranzo e cena con piatti prelibati che alla sola vista mi fanno ingrassare di dieci chili. E allora qui entra il senso di colpa e cominci a pensare come ingannare la dieta. ” Ma se io mangiassi soltanto un boccone di questo e poi alternassi un 1/2 piatto di pasta con verdure non e’ che abbia barato??” Per non parlare dei dolci che ,come sappiamo tutti , diventano quasi come una droga. Chi di voi non mai provato l’astinenza da cioccolato scagli la prima pietra. Non ditemi  di non avere  mai aperto tutti i cassetti e mensole della cucina nella speranza di trovare anche un misero pezzo di dolce?? 

E devo dire che alla fin fine la dieta anche funzionerebbe. Passata la fase 1 che dura 2 settimane e che e’ stata creata per disintossicare il corpo ( oiiii ma non mi drogo mica io ) arriva la zona 2 dove ti danno anche il regalino: adesso puoi inserire anche una bananina. Yabba dabba doo!!!!

Oramai e’ piu’ forte di me e non mi resta altro che rassegnarmi . Tanto tra 3  giorni e’ weekend ed ho deciso che di weekend si puo’ barare.

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Tutti al mare, tutti al mareeee …

Gennaio 20, 2009 · Lascia un Commento

Coney Island, una peninsula a sud di Brooklyn con una popolazione di circa 60.000. Un area che raggiunse il suo picco nei primi 900′ non solo per la sua vasta spiaggia che affaccia l’Oceano Atlantico ma anche per il suo parco divertimenti uno dei piu’ famosi e vecchi del Nord America.

Dalla fine della seconda guerra mondiale l’area e’ andata sempre piu’ in declino  e un po’ alla volta sempre piu’ in disuso. Oggi l’intera zona e’ in pericolo vista l’acquisizione  da parte di una societa’ immobiliare dell’intero territorio fronte mare  con il progetto di costruirci un complesso di palazzi, hotel e forse un parco divertimenti al chiuso.

Chi va a Coney Island oggi ci va’ soltanto per 3 ragioni: portare bambini al parco divertimenti o all’acquario, prendersi un po’ di sole in spiaggia oppure l’ultimo,  forse il piu’ divertente, “people watching”. 

Durante l’estate una moltitudine di persone appartenenti a vari ceti sociali passeggia su e giu’ per il lungomare alle volte non tanto per guardare un po’ in giro, ma per essere guardati. Ci si trova di tutto: dall’incantatrice di serpenti al tatuato pazzo, dalla chiromante ottantenne al lanciatore di coltelli…Insomma c’e’ ne’ per tutti i gusti. 

Ma perche’ vi sto parlando di questo posto “estivo” durante questo mese di Gennaio? Una ragione sola: il consueto appuntamento annuale con il “Bear Club” ovvero  la nuotata del primo dell’anno.

Quest’ anno vorrei precisare una cosa: temperatura polare. Eravamo di molto sotto lo zero. Visto e considerato che dal momento che ti spogli in spiaggia sino al via classico di gettarsi in mare passano circa 45 minuti non vi so’ dire in che stati di allucinazione la maggior parte dei bagnanti era . Ho visto gente scolarsi bottiglie intere di whiskey per potersi scaldare o meglio per potersi dimenticare in che cacchio di situazione si erano cacciati. 

Al momento del via il migliaia o piu’di nuotatori  che affollano la spiaggia corrono verso l’acqua nella speranza di finire il tutto al piu’ presto. L’impatto non e’ male ma dopo qualche minuto ognuno deve fare i conti con la realta’. Ho visto gente ritornare in stato di choc immobilizzati sul bagnasciuga non sapendo dove andare o cosa fare. Una ragazza vestita con una corona e vestitino di sirenetta immobile e stringendo un orsetto di peluche. Gli domando:” Va tutto bene?” Dopo 30 secondi lei inconscia risponde : Non mi sento piu’ i piedi” . Altri ritornare nel lungomare affollato di persone arrancando nella sabbia nella ricerca invana di trovare i propri vestiti o i propri compagni di sventura.

Insomma una kermesse da non mancare se siete da queste parti durante le feste natalizie. Una cosa un po’ fuori dal solito itinerario turistico che come sempre ogni anno fa parlar di se’.

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Internet? No, grazie.

Gennaio 6, 2009 · Lascia un Commento

Ma ve lo immaginate voi a questo punto della vita un mondo  senza collegamento internet?? Eppure stando ad un articolo apparso circa un mese fa’ sul sito del Corriere della Sera l’Italia e’ ancora un paese tecnofobico. L’italiano medio trascorre mediamente soltando 2 ore alla settimana collegato ad Internet e preferisce al computer le vecchie chiacchere fatte in piazza.

Qui invece tutto il contrario:

ore 830 dopo colazione controllo la mia posta elettronica.

ore 930 mi collego sul sito del Corriere della Sera e mi leggo i principali fatti del giorno successi in Italia.

ore 12.00 controllo come e’ andata l’asta ebay  dove ho scommesso ieri sera.  

ore 15.00 controllo i risultati e guardo gli “highlights” delle partite di basket NBA della sera prima.                                                                                                          

ore 16.00 prima il sito della Gazzetta dello Sport, poi quello del Gazzettino e infine quello del New York Times.                                                                                    

ore 18.00 controllo un po’ i menu’ e le recensioni  e scelgo un ristorante dove si potrebbe andare a mangiare stasera .                                                                        

E per finire la serata se ho perso qualche puntata di qualche telefilm me la riguardo collegandomi al sito dell’emittente stessa.

Insomma mi rendo conto che qui negli Stati Uniti siamo in un modo o nell’altro diventati tutti internetdipendenti. Sta diventando un po’ tutto obsoleto persino quello che ci hanno insegnato a scuola fino a ieri. Ma a chi importera’ sapere qual’e’ il fiume piu’ lungo d’Europa o dove vive l’orso bruno? Bastera’ andare su Google e tutte le nostre risposte saranno esaudite. Come avere una Treccani 24 su 24 sotto il braccio. Diventera’ un po’ tutto relativo, bastera’ soltanto usare il cervello e per il resto ci pensera’ il computer.

Ma allora perche’ tanto scetticismo ancora in Italia? Perche’ non possiamo acquistare su internet se non prima”tocchiamo”?. Perche’ preferiamo l’aperitivo in piazza alla video chat?

Siamo ancora alla vecchia maniera, alla San Tommaso, toccare per credere. Ma soprattutto siamo ancora per il contatto umano, per le risate di gruppo.

E penso che ci vorra’ ancora del tempo per cambiare e chissa’ forse non cambieremo mai.

Che c’e’ di male?  Forse niente…..

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

CINQUE, QUATTRO, TRE, DUE, UNO….

Dicembre 30, 2008 · Lascia un Commento

Alla fine di ogni anno sempre la solita domanda:”So, what is your New Year’s resolution???” che in pratica traduce :” che cacchio sono i tuoi nuovi propositi per il nuovo anno??”. Come per dire lo farai qualcosa di bello o cosa??? Hai finito di essere peccaminoso??? Ma che son stato cosi’ cattivo???

Beh, forse qualcosa di buono potrei farlo quest’anno tipo trovare piu’ tempo per me stesso e per questo blog. “No! non vale. Deve essere verso il prossimo non te stesso”. “Ma caspita allora ditemelo volete farmi far la penitenza?”

L’ho sempre odiato il Capodanno, forse perche’ c’e’ sempre questa pressione che devi divertirti per forza.I famosi veglioni con balli e “trenini alla brasiliana”. Mi ritorna sempre in mente il tragico Fantozzi. Chi non si diverte e’ spacciato. Ci sono sempre queste grandi aspettative, spendi un casino di soldi e alla fin fine ti diverti di piu’ in altre circostanze magari tra pochi amici senza l’aiuto di tutto sto casino. 

Saltando di minchiata in minchiata ho gia’ visto che son tutti belli pronti i preparativi per l’ultimo dell’anno : dagli stupidi occhiali alla 2009, alle trombette e stelle filanti . Anche quest’anno Times Square si sta’ preparando all’invasione annuale del conto alla rovescia ossia centinaia di migliaia di turisti intrappolati senza via d’uscita : parola d’ordine bere per rimanere caldi e cercare di non pisciarsi addosso. 

Si perche’ tanti di quei poveracci arrivano a “prendersi il posto” nelle prime ore del pomeriggio inconsapevoli del fatto che ad una certa ora del giorno bloccano le strade ed e’ veramente lunga arrivare  fino ad oltre mezzanotte. Forse una cosa del genere l’ho solo provata quella volta a Reggio Emilia al concerto degli U2: mammasantissima, provare per credere.

Il mio Capodanno?? Forse a casa con amici. Rispolveremo ancora una volta quei famosi “giochi di societa’ “che non vengono mai toccati se non per questa sera , e tra un bicchiere e l’altro, aspetteremo guardando la TV la mezzanotte.

Consiglio: se volete provare qualcosa di diverso e volete un po’schiarirvi le idee partecipate  alla corsa di Capodanno in Central Park con fuochi artificiali incorporati, un modo come un altro di passare  una serata all’aperto e in compagnia di tanta gente in forma. Almeno li’ un albero per pisciare lo troverete sempre!

BUON ANNO!!!

→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

Controcorrente.

Dicembre 23, 2008 · 1 Commento

Da quando mi son fatto l’antinfluenzale mi sento come rigenerato. E’ come si mi avessero sparato un pieno di Super dentro . Cacchio sara’ suggestione o cosa? A mia moglie invece effetto contrario: no ha mai preso cosi’ tanti raffreddori in vita sua! Che sfiga, almeno una volta che non capitano tutte a me! Il freddo e’ purtroppo arrivato e anche il Natale e’ alle porte!!

La zona centro di New York come ogni anno e’ blindata dall’assedio di turisti, quindi parola d’ordine:” Tenersi fuori, oppure, fai il giro alla larga”. E’ come dire andiamo in Piazza a San Marco di Carnevale. Ma che sei fuori? Mi sono accorto che il famoso detto” paese che vai usanze che trovi” ancora una volta puo’ essere applicato: e’ proprio vero che tutti odiamo i turisti.

Quest’anno per Natale han deciso di darmi in mano le redini e di farmi cucinare per la cena. Minchia finalmente non si mangia tacchino!!!(prima reazione). Poi ripensamento ed effetto immediato:” Che si fa’?”(seconda reazione)

E cosi’ tra un paragrafo e l’altro stasera sto mescolando un mega sugo al ragu’ formato esercito in un pentolone su misura tipo pozione magica alla Fata Morgana. Si perche’ a casa nostra e’ sempre cosi’ : ” E se poi non bastasse? Ma quanti siamo? Ma se poi viene anche lui. E se poi porta la Lei? Minchia ma me lo volete dire o no a che quota siamo o cosa? “

Quindi per sconfiggere la carenza e la miseriaccia abbiam optato per il sempre classico piatto formato rancio famiglia: le lasagne. Quando fai le lasagne sei sempre apposto; due belle teglie e les jeux sont faits.

Poi di secondo ho passato la palla a mia moglie visto che e’ quasi mezzanotte e sto ancora mescolando la teglia….il resto lo lascio alla vostra immaginazione.

Ma si’,e’ ora di cambiare con le abitudini e di andare controcorrente: ma chi l’ha detto che le frittelle si devono mangiare a Carnevale? Ma se io ho voglia di spararmele a Luglio ho fatto mica peccato? Non e’ che mi mandino nel ” girone dei peccatori golosi”? E allora a dispetto delle abitudini la sera di Natale promettetemi una cosa: alla fine del pranzo tutti Tiramisu’!

Auguroni!!!!

→ 1 CommentoCategorie: Uncategorized